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Il cupo rimbombo delle acque tumultuose, i tetri anfratti e le suggestive spelonche hanno attratto nei secoli numerosissimi visitatori e ispirato molti scrittori, facendone una meta turistica lariana privilegiata e unica nel suo genere.

Formato dall'erosione prodotta dalle acque del torrente Pioverna nei quindicimila anni dal ritiro dei ghiacciai, l’Orrido di Bellano, nonostante il trascorrere dei secoli e l'intervento dell'uomo, conserva ancor oggi il fascino di spettacolo naturale di impareggiabile suggestione. Il fragore delle acque, i giochi di luce e d'ombra, la frescura ottenebrante e l'odore umido della natura rendono tangibile il fascino ancestrale del luogo.

Nei secoli XVI° e XVII° la famiglia bellanese dei Denti aveva costruito allo sbocco del Pioverna le proprie fucine per la lavorazione del ferro, estratto dalle miniere della retrostante Valsassina. Alessandro Cipriano Denti (sec. XVII°) vi aveva edificato un proprio giardino con torre, piscine e statue ornamentali.

Anche lo scrittore e poeta bellanese Sigismondo Boldoni (1597-1630) aveva costruito giardini nei pressi dell’orrido bellanese, con un tempietto, ove si ritirava in ozi letterari, a comporre le proprie opere ed a preparare le lezioni di filosofia che teneva all’Università di Pavia.

Rinomanza ripresa, a partire dalla fine del sec. XVIII° dalle guide del Lago di Como dell’Amoretti (1794), ed a seguire dalle numerosissime guide stampate nel corso dell’800, tra le quali spicca quella del Bertolotti (1821). Alle guide si aggiunsero le altrettanto numerose stampe e vedute dell'orrido, edite anche da illustratori tedeschi ed inglesi, che ne diffusero la fama per tutta l’Europa dell’800.

Ai primi dell’800 gli industriali Gavazzi aprirono un setificio allo sbocco dell’orrido, per sfruttare le potenzialità della forza motrice delle acque del Pioverna. Nel 1858, a seguito di imponenti lavori per la costruzione di gallerie e condotte forzate, finanziati dai Gavazzi, veniva aperto lo stabilimento Badoni per la lavorazione di lamiere di ferro, con tecnologie per allora d'avanguardia- Gli impianti industriali ex Gavazzi furono poi rilevati ed ampliati dai Cantoni, a partire dal 1868 fino ai primi anni ’80 del secolo successivo.

Nel 1998 il Comune di Bellano acquisiva l'area dell'orrido e ne rilanciava l'immagine turistica, con il rifacimento delle passerelle aggrappate alle rocce ed installando un impianto di illuminazione che nelle ore serali rende l’ambiente particolarmente suggestivo.

Orari di Apertura:

Dal 1° aprile al 30 giugno e settembre:
Tutti i giorni 10.00-13.00/14.30-19.00

Dal 1° luglio al 31 agosto:
Tutti i giorni 10.00-13.00/14.30-19.00 -
Apertura serale 20.45-22.00

Dal 1° ottobre al 31 marzo:
Sabato, Domenica e festivi 10.00-12.30/14.30-17.00


Per comitive e gruppi
Tutti i giorni su prenotazione al n. 338.524.67.16 o 339.712.52.67

 


 
   

 


 
 
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