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Molte
sono le leggende e le ipotesi sorte negli anni intorno alla nascita
di questa ultracentenaria manifestazione. Una tradizione che ha compiuto
400 anni nel corso del 2006, se ci si vuol basare sulle prove e sulle
ricostruzioni analizzate recentemente da Antonio Rusconi, un lavoro
di ricerca che storicizza la data di nascita della Pesa vegia nel lontano
1606
La
datazione
Fino a pochi anni fa, l'origine della "Pesa Vegia" veniva
fatta risalire storicamente con la proclamazione del Regno D'Italia
e la conseguente legge che rendeva obbligatoria l'adozione del sistema
metrico decimale a partire dal primo gennaio del anno 1862, in sostituzione
delle varie e diverse misure allora in uso. Una datazione sostenuta
tra gli altri da Pietro Pensa e Luciano Lombardi. Un’altra tradizione,
più pittoresca e mai presa veramente sul serio, riporta invece
l’origine indietro nel 1666, all’epoca della Dominazione
Spagnola e di un fantasioso editto che ripristinava le antiche misure.
Dal lavoro di ricerca svolto recentemente da Antonio Rusconi (e sfociato
nella pubblicazione del libro “Pesa Vegia tra leggenda e realtà”),
da un lato viene contestata e annullata con documenti certi la datazione
Ottocentesca, mentre viene documentata come più verosimile una
datazione intorno al 1605, anno in cui vi fu un’emanazione di
una grida, a cura del Governatore Pedro Acevedo, Conte di Fuentes, che
annullava una precedente sua riforma del 1604 e ripristinava in uso
le vecchie unità di misura (da qui il nome Pesa Vegia). Una rievocazione,
perciò, che nell’alone di mistero e folclore che da sempre
la circonda, porta su di sè oltre 400 anni di storia e tradizione.
La
leggenda
Le nuove unità di misura, ossia la “pesa nova”, avevano
provocato disappunto nei commercianti Bellanesi: quell' "iniqua
ordinanza" era ritenuta una vera calamità per le attività
commerciali del paese qualora non si fosse riusciti a contrastarne l'applicazione.
Ed in una concitata riunione in Municipio veniva deciso di ricorrere
allo stesso Governatore, perchè annullasse le nuove pese e emanasse
una nuova grida per ripristinare le vecchie misure. Il Conte di Fuentes,
dimostrando tutta la sua magnanimità, accolse le suppliche dei
Bellanesi, e si mise a capo di una delegazione con destinazione il borgo
lariano.
L’atmosfera
era tesa in paese per l'esito della spedizione. Sin dal primo pomeriggio
un insolito via vai animava la Puncia e dopo il tramonto la spiaggia
al dì là del fiume Pioverna era ricolma di giovani e vecchi
che attendevano con ansia il natante.
Il tempo scorreva inesorabile. Il buio incalzava, l'aria era pungente,
gelida.
Accovacciati intorno ad un falò uomini e donne erano pensierosi,
preoccupati. E di tanto in tanto puntavano gli occhi verso l'oscurità
del lago per capire un qualche minimo segno. Il rumore di uno sciacquio
giunse improvviso. I Bellanesi infreddoliti si alzarono in piedi a scrutare
in lontananza. E quando videro la gondola corriera, con quanto fiato
avevano in gola, lanciarono dalla riva il grido "Pesa vegia o Pesa
nova?"; “Pesa Vegia” fu la risposta. Popolani e commercianti
esultarono. Tutto il paese accorse nel molo per accogliere i messi spagnoli
latori della benevola ordinanza. Qualcuno si ricordò che era
la vigilia dell'Epifania e pazzi di gioia inscenarono la rappresentazione
dei Magi e, improvvisando un lungo corteo, percorsero le vie del borgo
soffermandosi a bere ed a mangiare nei bar e nei ristoranti aperti per
tutta la notte sino al mattino.
La
tradizione
I bellanesi festeggiano questo evento ogni anno da 4 secoli, anche in
tempo di guerre e privazioni, inscenando il corteo dei Re Magi, la corsa
delle Pese per le vie del paese e il falò sul molo. Negli anni
molti sono stati i cambiamenti e le innovazioni nel modo di festeggiare
la lieta novella. E vengono così alla luce nel secondo Novecento
il Governatore e la lettura dell'editto dal balcone del Municipio, il
presepe vivente, il castello di Re Erode e altro ancora: elementi cioè
che inseriti nella tradizionale Festa dei Re Magi danno luogo a quella
manifestazione popolare dove il sacro si fonde con il profano in un
legame indissolubile dal nome “Pesa Vegia”.
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